DUO dei
Cantastorie formato
da:
GIULIANO PIAZZA
fisarmonicista, cantante, dicitore, suona
l’ocarina, figlio del “mitico” Marino Piazza re
dei cantastorie dell’Emilia e
Romagna. GIULIANO GAMBERINI
chitarrista, cantante, cabarettista, dicitore,
da sempre nella musica, nel teatro, nello
spettacolo. Lo
spettacolo del DUO DEI CANTASTORIE è
composto di musica..............continua> |
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IL
CANTAFIABE: La Compagnia
Teatro dei Burattini "La Garisenda" presenta: "BELINDA E IL MOSTRO"
da un’idea di Pierluigi Foschi e Giuliano
Piazza..continua> |
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IL
CANTASTORIE, fin dai tempi più antichi,
era colui che andava in giro a cantare e
declamare le sue “storie” per paesi e
città. Abbiamo
notizie di cantastorie in attività già dalla
metà dell’800 in Emilia, Romagna,
Toscana, Veneto, Lombardia, Liguria, Sicilia.
Proviamo a spiegare com’era il modo di lavorare
di un cantastorie: egli di solito si fermava in
una piazza, all’angolo di una strada, in un
mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e
lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire
i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si
radunavano ad ascoltare e a guardare. Intorno al
cantastorie quindi si formava il
“treppo”,
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La tradizione dei
cantastorie è millenaria, affonda le radici nei
secoli perché è una esigenza innata nell’uomo
quella di raccontare e di fare spettacolo.
Essere cantastorie vuol dire CANTARE PER
RACCONTARE, PER COMUNICARE I FATTI, GLI
AVVENIMENTI, LE IDEE, LE OPINIONI di oggi, di
ieri, di sempre. Il modo di essere dei
cantastorie è quindi più che mai
attuale.
Il cantastorie GIULIANO PIAZZA continua
questa tradizione avendo ereditato l’arte dal
padre MARINO PIAZZA, ultimo
grande rappresentante della vecchia tradizione
dei cantastorie padani, e la fa rivivere nella
realtà
attuale.
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Grande successo di
pubblico al Festival dei Cantastorie di
Casalecchio di Reno (Bo) il 31 Luglio e 1 Agosto
2004 - Con la partecipazione di: Franco
Trincale, Duo Piazza e Gambero, Fausto Carpani,
Pietro Corbari e Licia
Castellari.
 GLI
SPETTACOLI |
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Caratteristiche dello
spettacolo dei
CANTASTORIE Il modo di
fare spettacolo dei cantastorie non è studiato,
non segue uno schema fisso, ma nasce nel momento
in cui c’è il contatto col pubblico, in base
alla situazione, al luogo, alle esigenze dello
spettacolo. Con l’esperienza che ha il
cantastorie cerca di adeguarsi alle circostanze,
di catturare l’attenzione di chi gli sta davanti
e questo lo fa senza seguire uno schema ma
improvvisando col suo stile personale e con i
mezzi che ha a disposizione.
Parlare in
rima, introdurre argomenti attuali è
coinvolgente; la musica viene usata come
attrazione e anche come intermezzo tra una
storia e l’altra. Anche l’abbigliamento fa
scena: per esempio il bolognese Ragni si metteva
in testa una tuba con una 'saracca' infilata
sopra 'simbolo della miseria' diceva lui; Piazza
Marino aveva in testa una bombetta nera ornata
con una striscia disegnata e riusciva a far
ballare il cappello in testa con in muscoli
della fronte e diceva: 'Finchè si muove il
cappello il mondo è sempre più bello'. Prendere
in giro la ricchezza e la miseria era, anche in
passato, un modo per sorridere sulla condizione
umana e sui problemi della vita. Tutto è
legato quindi alla personalita' del cantastorie,
all’affiatamento se lavora in gruppo e al
repertorio che ha a disposizione. Seguire e
assecondare le reazioni del pubblico, trovare
gli argomenti più adatti, parlare con un
linguaggio chiaro ed espressivo di fatti e
sentimenti che toccano da vicino facendone
poesie, drammi, canzoni: è la ricetta di
sempre.
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 Il
Treppo |

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Lunario
Bolognese LUNARI E
BARBANERA Sono libretti tascabili,
popolari, alla portata di tutti, la cui prima
pubblicazione risale addirittura all’anno 1762,
vademecum che raccoglievano informazioni utili
per i coltivatori diretti ed anche per chi
viveva in città o in paese, da consultare
durante l’anno: c’era il calendario, con le fasi
lunari, le previsioni del tempo, le fiere e i
mercati, i lavori da fare nei campi nelle varie
stagioni |
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